Mentre i sistemi trasmittenti per telefonia mobile e per
l´emittenza radiotelevisiva si definiscono di tipo broadcasting (di
diffusione), i ponti radio sono impianti di tipo direttivo, che
servono per collegare tra loro due punti distanti in visibilità
ottica senza ostacoli interposti, emettendo il segnale in fasci di
irradiazione molto stretti,
sia orizzontalmente che
verticalmente.
Sono
realizzati tramite antenne singole, di tipo parabolico ma non
solo, ad elevato guadagno e direttività e con potenze in ingresso
ridotte, in genere inferiori a 10 Watt. Operano a frequenze
tipicamente comprese tra 900 MHz e 20 GHz.
Il radar non può considerarsi né un´invenzione, né una scoperta,
tantomeno a carattere personale, in quanto diverse e distinte
personalità hanno lavorato separatamente in diversi paesi per
realizzarlo. Nemmeno lo stesso Guglielmo Marconi può ritenersi
inventore di tale apparecchio, nonostante avesse delineato
chiaramente il principio in una memorabile seduta dell´Istituto dei
Radio Engineers americani (New York, 20 giugno 1922).

I radar (RAdio Detection And Ranging) sono sistemi di radio
rilevamento e determinazione della distanza che si fondano su
concetti semplici, ma non sono di facile implementazione. Il loro
funzionamento si basa sull´emissione di radiazioni
elettromagnetiche e sulla successiva valutazione degli "echi"
prodotti da eventuali oggetti riflettenti (bersagli) posti lungo la
direzione di propagazione dell´onda, con un procedimento simile a
quello usato nei sonar.
Il campo di frequenze va da alcuni MHz fino appena oltre il
visibile per i radar laser, il principio di funzionamento è il
medesimo in tutte le gamme, ma quel che cambia notevolmente è
l´implementazione del sistema.
La distanza (D) del bersaglio si calcola in base al ritardo con cui
l´eco è percepito.

Inoltre grazie alla direzionalità del fascio inviato si riesce a
risalire alla posizione angolare del bersaglio.
L´angolo a è detto di elevazione, mentre ß è detto azimutale.
Se si ha a che fare con bersagli in movimento, il radar può
seguirne la traccia e utilizzando strumenti di analisi e di calcolo
può riuscire a predirne la posizione futura. Si possono inoltre
notare variazioni di frequenza sui segnali di eco rispetto a quelli
inviati da cui si derivano conclusioni sul fatto che il bersaglio
sia fisso o mobile. Sfruttando l´effetto doppler si determina la
velocità di movimento.
Se si ha un sistema con una buona risoluzione coi radar si riescono
a distinguere dimensioni e forma dei bersagli; la risoluzione si
può ottenere in termini di portata e/o di angolo.
Il radar è un dispositivo attivo in cui la portante trasmessa non è
influenzata dall´ambiente circostante come accade per molti sensori
ottici; un sistema radar può individuare bersagli anche di piccole
dimensioni, vicini o lontani, in qualunque condizione meteo dopo
un´opportuna scelta della frequenza di lavoro.
I radar, nati per adempire ad esigenze di tipo bellico, oggi
trovano infinite applicazioni, in campo sia militare che
soprattutto civile, dalla navigazione ai sistemi di controllo del
volo, dai radar meteo ai sistemi antintrusione, dal controllo dei
missili ai dispositivi di assistenza alla guida di automobili e
tanto altro ancora.
I radar di importanza ambientale per le elevate potenze in ingresso presenti sul
territorio sono comunque in numero limitato sono quelli
fissi e di grande potenza principalmente meteo e per il controllo
del volo che possono avere impatto sulla popolazione.
Dal punto di vista normativo, gli apparati Radar non rientrano
appieno nel campo di applicazione del D.C.P.M. 8 luglio 2003.
Per l´esposizione della popolazione, a livello europeo, i livelli
di riferimento presi sono quelli indicati dalle linee guida
dell´ICNIRP.