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Igiene Industriale - Ambiente di lavoro

Inquinamento da polvere, fibre ed amianto 

 

Amianto

L´amianto (o asbesto) è un insieme di minerali del gruppo dei silicati, appartenente alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.Tali materiali godono delle caratteristiche di inconbustibilità, isolamento al calore, fonoassorbenza, flessibilità, inattaccabilità da parte degli acidi, filabilità. La pericolosità dell´amianto consiste nella potenziale cancerogenicità per l´apparato polmonare, ma soltanto se il materiale che contiene amianto si trova in condizioni di friabilità, di possibilità di dispersione di fibre nell´aria. Infatti, la presenza di amianto nei materiali NON è, necessariamente, sinonimo di pericolo se questi si presentano in condizioni di compattezza.

Che cos´è  l´amianto

Amianto: dal greco amiantos "incorruttibile " (silicato fibroso derivante da trasformazione metamorfica di serpentino o anfiboli).
Asbesto:  dal greco asbestos "inestinguibile".

I due termini sono sinonimi e vengono usati indifferentemente per indicare un insieme di minerali fibrosi diversi tra loro per la composizione chimica e quella cristallina (silicati idrati), che cristallizzano in forma di fibre lunghe, forti e flessibili, che possono facilmente separarsi in fibre estremamente sottili.

 I minerali che si trovano in natura sono divisi, in funzione della loro struttura cristallina, in due gruppi:

- Minerali serpentini
- Minerali anfiboli

Dai primi si estrae l´amianto conosciuto come crisotilo, o amianto bianco, mentre dagli anfiboli si estraggono cinque tipi di amianto denominati: amosite, crocidolite o amianto blu, antofillite, tremolite e actinolite.

L´amianto è un materiale molto utilizzato per le sue caratteristiche di inconbustibilità, isolamento al calore, fonoassorbenza, flessibilità, inattaccabilità da parte degli acidi, filabilità. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo hanno reso adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l´uso in molti Paesi.

Oggi l´utilizzo dell´amianto è bandito in molti paesi della UE, ma il Crisotilo è ancora estratto e largamente utilizzato in varie parti del mondo, per esempio Canada, Russia, Sudafrica, India, Cina e Giappone.
La tendenza generale è rivolta verso ad una graduale riduzione della produzione, in quanto le manifatture di prodotti rinforzati con fibre tendono sempre più alla sostituzione con fibre di tipo organico e inorganico, ma sintetiche e apparentemente meno tossiche.

In relazione al tipo di matrice in cui è inserita la fibra e allo stato di osservazione del manufatto, il materiale contenente amianto viene definito "compatto" o "friabile".

 

Tutti gli amianti possiedono le seguenti caratteristiche:

  • assenza infiammabilità ed elevata resistenza al calore
  • resistenza agli attacchi di aggressivi chimici (acidi/basi)
  • resistenza elettrica
  • filabilità
  • proprietà fonossorbente
  • resistenza all´usura e alle sollecitazioni meccaniche
  • resistenza ai microrganismi
  • buona capacità legante ai materialidell´edilizia (calce,cemento,gesso) e con alcuni polimeri (gomma - PVC)

 

Nelle varie tipologie di manufatti le fibre possono ritrovarsi libere o legate debolmente  (amianto in matrice friabile), oppure possono essere tenacemente conglobate in matrice stabile e solida (amianto in matrice compatta).

Principali settori di impiego:

- edilizia (civile e industriale)

- industria: navale, aereonautica, ferroviaria, automobilistica, materie plastiche, chimica, metallurgica, tessile dell´asbesto

- Trasporti

- Applicazioni speciali come l´acustica industriale

- Utilizzi nelle abitazioni civili

Campionamento

Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto. Se invece il materiale viene danneggiato per interventi di manutenzione o per vandalismo, si verifica un rilascio di fibre che costituisce un rischio potenziale. Se il materiale è in cattive condizioni, o se è altamente friabile, le vibrazioni dell´edificio, i movimenti di persone o macchine, le correnti d´aria possono causare il distacco di fibre di amianto scarsamente legate al resto del materiale.

I campionamenti sono di diverso tipo

  • Materiali in massa (ricerca presenza e/o concentrazione di amianto)
  • Ambientali indoor/outdoor (ricerca di fibre aerodisperse)
  • Personali (ricerca delle fibre aerodisperse)

CAMPIONAMENTO DI MATERIALI IN MASSA

Qualora all´interno dell´edificio siano presenti materiali nei quali si sospetta la presenza amianto, occorrerà procedere alla raccolta di un campione (porzione) del materiale e alla sua analisi da parte di un laboratorio abilitato, evitando interventi distruttivi che possono determinare una contaminazione degli ambienti circostanti.

Le modalità operative per effettuare il campionamento sono indicate nel DM 06/09/1994

  • Acquisizione della documentazione: fotografie a colori del materiale da campionare e dell´ubicazione dello stesso
  • Impiego di idonei mezzi di protezione: maschere contro polveri (FFP3) e guanti usa e getta
  • Evitare l´utilizzo di: trapani, frese, scalpelli grossolani, lime, raspe, ecc., 
  • Prelievo di una piccola aliquota del materiale, che sia sufficientemente rappresentativo, 
  • Inserimento immediato del campione in una busta di plastica ermeticamente sigillabile,
  • Acquisizione della documentazione: fotografie a colori del materiale da campionare e dell´ubicazione dello stesso,
  • Compilazione di una scheda di prelievo, con tutte le informazioni necessarie, da allegare al campione inviato al laboratorio abilitato.

 

CAMPIONAMENTI AMBIENTALI

pompa statica campionamento ambientale Campionamento dopo il crollo di una copertura
Pompa statica campionamento ambientale Campionamento dopo il crollo di una copertura

Viene utilizzato per per la determinazione delle fibre aerodisperse. Si effettua prelevando l´aria nei luoghi oggetto di analisi. E´ molto utile per identificare le scelte di bonifica e per testarne l´efficacia.

Le modalità operative per effettuare il campionamento prevedono:

  • campionamenti ambientali a 1.6 mt dal suolo
  • campionatori a flusso costante
  • filtri di esteri di cellulosa e policarbonato con porosità di 0.8 µm
  • durata dei prelievi compresa tra 4 - 8 ore
  • ambienti di vita: D.M. 06/09/1994 con valori guida pari a 20ff/L in MOCF o 2ff/L in SEM con micranalisi

CAMPIONAMENTI PERSONALI

Pompa per campionamenti personali  
Pompa per campionamenti personali  

Come campionare
Si effettua prelevando l´aria attraverso un campionatore personale, indossato da un soggetto mentre svolge le attività abitudinarie. Il campionatore è costituito da una pompetta che preleva quantità note di aria nel tempo e assorbe gli inquinanti aereodispersi in idonee sistemi di fissaggio. Tale modalità è utilizzata per misurare l´esposizione media dell´individuo alle diverse sostanze.

Le modalità operative per effettuare il campionamento prevedono:

  • campionamento personale con sistemi di prelievo a flusso costante su filtri di esteri di cellulosa con porosità 0.8 µm
  • durata dei prelievi subordinata alla polverosità presente nell´ambiente
  • ambienti di lavoro: D.Lgs 81/2008 e successive modifiche valore limite pari a 0.1 ff/cc = 100ff/L misurate come media ponderata in un tempo di riferimento di otto ore. Metodo OMS 1997

Fibre

Le fibre vetrose sintetiche, conosciute in passato come fibre vetrose artificiali (MMVFs), sono materiali inorganici fibrosi con struttura molecolare amorfa (vetrosa, cioè non cristallina), prodotti a partire da vari tipi di minerali. Queste furono introdotte in commercio fin dagli inizi del XX secolo e con il tempo hanno subito parecchie evoluzioni. Il declino nell´uso dell´amianto ha ulteriormente stimolato un incremento nell´uso delle MMVFs. Attualmente sono conosciute oltre trentamila utilizzazioni commerciali delle MMVFs, con un uso sempre più diffuso nel settore dell´isolamento termoacustico e come materiali di rinforzo nei prodotti plastici e nell´industria tessile. Nel 2001 sono stati stimati livelli di produzione annuale. che superano 9 milioni di tonnellate (Iarc, 2002).

Una caratteristica delle fibre vetrose , che le differenzia dalle fibre minerali naturali (in particolare dall´asbesto), consiste nell´impossibilità di separarsi longitudinalmente in fibrille di più piccolo diametro. Esse si spezzano solo trasversalmente producendo frammenti più corti, di conseguenza i diametri delle fibre a cui possono essere esposti i lavoratori ed utilizzatori dipende solo dalla distribuzione dimensionale dei diametri nel manufatto originale, mentre le lunghezze sono influenzate dal tipo di interventi meccanici cui viene sottoposto il manufatto.

I principali rischi per la salute derivano dai potenziali effetti a lungo termine (IARC, vol 81, 2002). L´immissione sul mercato dei cosiddetti "materiali sostitutivi dell´amianto" e le nuove disposizioni sull´etichettatura delle Fibre Minerali Vetrose (MMVFs) hanno determinato una crescente richiesta, da parte dei servizi di prevenzione delle Aziende USL, di analisi dei materiali per la verifica di quanto riportato sulle schede tecniche dei materiali stessi. Il Ministero della Sanità, nel D.M. 01/09/1998, ha emesso una circolare esplicativa e solo ad agosto 2009 è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell´unione europea il metodo analitico ufficiale o procedura tecnica. Il metodo di riferimento è dell´European Chemical Bureau (ECB) DRAFT4 (Length Weighted Geometric Mean Diameter of Fibres) metodica svolta con la tecnica della microscopia elettronica a scansione (SEM). Prima di questa data, considerando la carenza normativa. come Laboratorio di Riferimento Regionale, ci siamo posti il problema di rispondere nel modo più corretto alle varie richieste pervenuteci e da qui la necessità di misurare il valore del parametro indicato dalla circolare esplicativa del Ministero della Salute ( circ. 4/2000), permettendoci alcune considerazioni e definendo una procedura operativa standard per la caratterizzazione dimensionale delle fibre minerali relative alle sostanze o ai prodotti all´ingrosso che contengono fibre artificiali vetrose, comprese le fibre di ceramica refrattarie (RCF), fibre vetrose artificiali (MMVFs), fibre cristalline e policristalline.

 
 

Silice

La silice (SiO2) è un composto che risulta dalla combinazione dei due elementi più abbondanti sulla superficie terrestre: il silicio e l´ossigeno. La silice si trova comunemente allo stato cristallino, ma può avere anche struttura amorfa.

Tra le forme di silice allo stato cristallino la più comune è il quarzo, che risulta essere il secondo minerale più diffuso sulla crosta della terra. Il quarzo, insieme alla tridimite e alla cristobalite (che sono le forme che assume il quarzo ad alte ed altissime temperature) sono spesso definiti tipi di silice cristallina libera (SLC), perché la silice cristallina non è legata chimicamente.

L´interesse per la silice cristallina è dovuto alla sua diffusa presenza in natura, all´ampio utilizzo di materiali e prodotti che la contengono in numerose attività industriali e alla sua potenziale pericolosità per la salute.

Da tempo è noto infatti che l´inalazione di polveri contenenti silice cristallina può causare silicosi e altre malattie respiratorie croniche. Dal 1997 con la pubblicazione della monografia 68/97 della IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), in cui si afferma che "…la silice cristallina inalata in forma di quarzo e cristobalite da sorgenti occupazionali è cancerogena per gli umani."
La vigilanza sanitaria è ulteriormente aumentata, per la possibilità di rischio di cancerogenesi nell´esposizione in ambiente di lavoro a polvere respirabile di silice libera cristallina (SLC).

E´ importante sottolineare che è la frazione respirabile della polvere a destare preoccupazione, per quanto riguarda il rischio derivante da esposizione a SLC.

Campionamento ed analisi

La silice libera cristallina può essere pericolosa per la salute solo se inalata.
La norma UNI EN 481 classificata la polveri in: frazione inalabile, frazione toracica e frazione respirabile. Nel caso della silice cristallina, è la frazione respirabile della polvere a destare preoccupazione per i suoi effetti sulla salute.

Ai fini del prelievo della frazione respirabile per la successiva determinazione della silice libera cristallina di un aerosol, è necessario impiegare un dispositivo che permette di prelevare la frazione respirabile del particolato aereodisperso secondo i criteri definiti dalla norma UNI EN 481 e che soddisfi i requisiti prestazionali generali citati dalla norma UNI EN 482.

Per la determinazione dell´esposizione a silice libera cristallina sono sostanzialmente utilizzate due tecniche analitiche: spettrometria infrarossa a trasformata di Fourier (IRTF) e difrattometria a raggi X (DRX).

Per entrambe esistono e sono applicate numerose metodiche messe a punto e validate da autorevoli organismi internazionali.
Tuttavia la DRX, basata sulla risposta delle fasi cristalline all´irraggiamento con raggi X, è la tecnica attualmente più utilizzata in Italia per la determinazione della SLC su filtro.

Con la tecnica della difrattometria a raggi X per la determinazione della SLC applicando il metodo UNI 10568/97 modificato. La lettura viene fatta direttamente su filtro, la risposta è confrontata con rette di calibrazione ottenute con standard preparati in camera di impolveramento. La camera di impolveramento  riproduce un ambiente contaminato da SLC con flusso di prelievo, selettore e membrane uguali a quelli che si utilizzano nei campioni prelevati negli ambienti di lavoro, questo permette di tenere sotto controllo queste variabili che sono determinanti al fine dell´analisi.

Normativa

La normativa italiana e comunitaria non prevede un valore limite di riferimento per l´esposizione a silice libera cristallina. La comunità scientifica internazionale è concorde nel riconosce la SLC come sostanza pericolosa per la salute dell´uomo e potenziale cancerogeno.

In mancanza di un valore limite nazionale i Servizi di Prevenzione adottano generalmente il Tlv proposto dall´Acgih (American conference of. governmental industrial hygienist) che per il quarzo e la cristobalite è di 0.025 mg/m3.

 
 
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Campionatore Airy P611 per camere bianche

Pubblicato da Extratech su Lunedì 09 maggio 2016
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